Mercoledì 28 gennaio 2026

Una nuova visione per i fondi interprofessionali

a cura di: Dott. Bartolomeo Russo
PDF
Una nuova visione per i fondi interprofessionali

Viviamo in un'epoca di continuo fermento e rapidità, fattori che emergono con forza nelle analisi del mondo del lavoro, ormai protagonista della velocità incessante della nostra società. In questo contesto, la formazione e la preparazione diventano asset fondamentali, portando a una valorizzazione sempre più marcata della visione gestionale unica dei fondi interprofessionali.

Il punto di riferimento normativo è il decreto direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 9 gennaio 2026. Questo provvedimento ha introdotto le nuove linee guida per l’attivazione, il funzionamento e la vigilanza dei fondi paritetici interprofessionali dedicati alla formazione continua. Il nuovo decreto sostituisce i precedenti pilastri della disciplina, ovvero la Circolare n. 36 del 2023 del Ministero del Lavoro e la Circolare n. 1 del 2018 dell’ANPAL.

Il nuovo assetto operativo e le risorse
Il decreto delinea nuove condizioni giuridiche in un ambito operativo profondamente mutato, segnato dal superamento dell'ANPAL. Ai fondi sono stati conferiti poteri più ampi, supportati da una certificazione totale delle competenze e dalla gestione integrata con il sistema informativo nazionale del lavoro.

Una delle novità più significative riguarda l'incremento delle risorse: sono stati stanziati oltre 125 milioni di euro per soddisfare le numerose domande di finanziamento che, in passato, restavano spesso inevase per mancanza di fondi. L'obiettivo è adottare una visione univoca, definendo chiaramente le responsabilità delle singole parti coinvolte.
I fondi interprofessionali sono confermati come strumenti di pubblica utilità con un impatto reale sulla formazione dei lavoratori. Sebbene siano finanziati dal contributo dello 0,30% versato dai datori di lavoro, essi sono ora soggetti a un sistema di monitoraggio e coordinamento più rigoroso.

Requisiti, Criteri e Sostenibilità
Il principio di attivazione resta legato alla richiesta di autorizzazione: i fondi non possono essere costituiti senza accordi tra le organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative a livello nazionale. Non si tratta di un bando, bensì della copertura di domande già inoltrate dai datori di lavoro privati.

La concessione dei finanziamenti segue criteri precisi:

  • ordine cronologico di presentazione delle domande;
  • allocazione territoriale delle risorse nel rispetto dei plafond regionali;
  • coerenza dei progetti formativi con le finalità del fondo.

All’autorizzazione ministeriale si affianca ora un piano triennale di fattibilità per garantire la sostenibilità economico-finanziaria e la conformità agli standard di funzionamento. Sono state inoltre introdotte verifiche periodiche basate su indici minimi di sostenibilità; il mancato rispetto di tali parametri può comportare la revoca dell’autorizzazione.

Gestione finanziaria e Trasparenza
Il controllo sulla gestione finanziaria è stato ampliato, specificando con precisione le attività finanziabili. Mentre la quota principale deriva dallo 0,30%, le spese di funzionamento variano in base al numero di lavoratori iscritti al fondo. È stato introdotto l'obbligo di costituire il FEGR (Fondo economie di gestione e rischi), alimentato da accantonamenti annuali per coprire eccedenze di spesa o somme non riconosciute in fase di controllo.

Per garantire trasparenza ed evitare duplicazioni di finanziamenti, è previsto l'obbligo di contabilità separata tra risorse integrative e complementari. I piani formativi distinguono tra "conto individuale" e "conto collettivo", ciascuno soggetto a specifici regimi giuridici, in particolare per quanto concerne la normativa sugli aiuti di Stato.

Digitalizzazione e Certificazione
L'efficacia dei fondi dipende oggi dalla loro digitalizzazione: i sistemi devono interfacciarsi con le piattaforme ministeriali per garantire la totale tracciabilità delle attività formative. Le competenze acquisite dai lavoratori dovranno essere trasparenti e integrate nel sistema nazionale di certificazione, valorizzando così concretamente le politiche attive del lavoro.

AUTORE:
Autore AteneoWeb: Dott. Bartolomeo Russo

Dott. Bartolomeo Russo

Dottore Commercialista

Sono un professionista con background da Dottore Commercialista che ha focalizzato il proprio percorso sugli aspetti contabili, fiscali e sull'analisi dei costi, sviluppando competenze solide e trasversali...

nell'ambito amministrativo. Attualmente opero in una realtà di primaria importanza nella grande distribuzione, contribuendo in modo concreto all'efficienza dei processi contabili e al presidio delle tematiche tributarie. Da sempre attento alla strutturazione e al continuo aggiornamento della mia crescita professionale, mostro una spiccata propensione alla partecipazione attiva nella vita associativa, sia aziendale che di enti e associazioni di categoria. Credo fortemente nel valore del lavoro di squadra e nella costruzione di relazioni professionali fondate su fiducia, rispetto e collaborazione. Unisco alla competenza tecnica una visione sistemica dei processi aziendali, con un approccio orientato alla responsabilità, all'etica professionale e al miglioramento continuo.

DOCUMENTI E SERVIZI IN EVIDENZA:
  • TEST COMMERCIALITÀ ETS: versione Cloud

    TEST COMMERCIALITÀ ETS: versione Cloud

    Applicazione in cloud per supportare gli Enti del Terzo Settore nella verifica del test di commercialità previsto dal nuovo regime fiscale in vigore dal 1° gennaio 2026. Lo strumento consente di valutare la natura commerciale o non commerciale dell’ente applicando i criteri stabiliti dalla riforma.

    a cura di: AteneoWeb Cloud 3
  • TEST COMMERCIALITÀ ETS

    TEST COMMERCIALITÀ ETS

    Software in MS Excel per supportare gli Enti del Terzo Settore nella verifica del test di commercialità previsto dal nuovo regime fiscale in vigore dal 1° gennaio 2026. Lo strumento consente di valutare la natura commerciale o non commerciale dell’ente applicando i criteri stabiliti dalla riforma.

    a cura di: Studio Meli e Studio Manuali
  • Prestito tra familiari

    Prestito tra familiari

    Prestito tra Familiari nel 2025: Perché un accordo scritto è indispensabile?
    Nel tessuto delle relazioni familiari, il prestito di denaro per necessità importanti – come l'acquisto di un'auto, un anticipo per la casa o per sostenere un'attività – è una prassi comune e preziosa. Spesso, dato il forte legame di fiducia, questi accordi si basano su un semplice "impegno morale", senza alcuna formalità.

    Tuttavia, questo approccio informale, un tempo la norma, oggi espone a rischi fiscali significativi che non possono essere ignorati.

    a cura di: Studio Meli S.t.p. S.r.l.

Documenti correlati:

Altri approfondimenti

tutti gli approfondimenti

Gli approfondimenti più letti

AteneoWeb s.r.l.

AteneoWeb.com - AteneoWeb.info

Via Nastrucci, 23 - 29122 Piacenza - Italy
staff@ateneoweb.com

C.f. e p.iva 01316560331
Iscritta al Registro Imprese di Piacenza al n. 01316560331
Capitale sociale 20.000,00 € i.v.
Periodico telematico Reg. Tribunale di Piacenza n. 587 del 20/02/2003
Direttore responsabile: Riccardo Albanesi

SEGUICI

Social network e Canali informativi

Canali RSS